LEONE: PER I NATI DEL MESE!

Lug 24, 2019

 

 

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LEONE

Parola d’ordine: Io Creo

Cosa Cerca? La benedizione del padre, in quanto ruolo, situazione o posizione sociale occupi. Riconoscimenti cerimonie e responsabilità pubbliche e private sono il palcoscenico esistenziale di questo segno!

Con il Leone saliamo al secondo segno di fuoco dello zodiaco. Il primo del secondo quaternario. Il potere che l’elemento fuoco conferisce trovava nell’Ariete una espressione individuale. Il soggetto Ariete deve dimostrare a se stesso chi è. Ciò è dato dalla natura introversa del segno. Con il Leone la ricerca di sfide e riconoscimenti ha una espressione completamente diversa.

Nel Leone il centro di governo è il cervello-cuore e non più il cervello istintuale posto nella pancia.  Il cuore non batte a comando, ha una sua energia e ritmi interni, chi, o che cosa, fa battere il cuore? Quale è la forza misteriosa che vivifica la sede dell’Anima identificata col cuore? Il compito che è stato assegnato al Leone è di conservare il valore che le relazioni umane hanno.  Riconoscere, valorizzare e mantenere i rapporti sociali attraverso l’uso dei riti e le cerimonie. Questa visione che riconosce una forza esterna all’individuo è legata all’orientamento estroverso di questo sistema di credenze. Il battesimo, la cerimonia di matrimonio, sia religiosa che civile, gli esami scolastici di maturità e di laurea, le feste e le ricorrenze quali gli anniversari e i compleanni sono momenti in cui il singolo entra e partecipa in un  ‘gioco’ fatto di ruoli che hanno il compito di traghettarlo nella cosiddetta maturità civile e sociale.  Forse una moderna riedizione degli antichi riti di passaggio tribali che avevano il compito di cementare l’alleanza del singolo con la tribù, conferendogli un riconoscimento e un potere da adulto.

Il padre, lo stato, il datore di lavoro, o qualunque entità, riconosciuta socialmente,  è attraverso le cerimonie riconosciuta, rispettata e omaggiata. Il Cancro fornisce la creazione di un nucleo affettivo ma il contesto è più lasciato all’affetto personale del singolo. Nel Leone diventa un fatto sociale, acquista una valenza giuridica e legale. Il ruolo che ci viene assegnato e che noi conferiamo ad altri, ha i suoi doveri e diritti sempre davanti a testimoni. Senza la testimonianza di qualcun’altro nulla esiste e ha valore nella vita sociale. E’ nel Leone che prende forma il “… mi manda Picone”.

Il potere del fuoco, in questo caso, è riconducibile al carisma del capo che rispecchia e incarna l’immagine dell’autorità e della legge. Il Leone è il primo segno che  si lega con il vettore tempo-presente. Come è facilmente intuibile che il cuore non può battere per domani, così la richiesta sociale di obbedienza si perpetua su gli usi, costumi e personaggi di quel dato momento storico e sociale. Il detto, ‘morto un papa, se ne fa un altro’ e ‘ the show must go on’ rispondono molto bene a questa visione in cui si obbedisce solo all’autorità vigente  secondo la quale nulla si deve mai fermare.

L’ossessione per il ruolo che questo segno ci propone, accentua l’importanza del personaggio rispetto alla persona. Della personalità sulla vera identità. Questa caratteristica tipologica del Leone ci permette di associarlo facilmente alla razza latina, con tutta la pomposità dei patriarchi, degli eroi e dei santi, delle medaglie e dei cavalierati, delle grandi ‘famiglie’ e dei casati.

Quindi se da una parte possiamo affermare che siamo in presenza di segni socialmente ‘maturi’, dall’altra il punto debole consiste nella difficoltà di combinare le esigenze personali con il ‘ruolo’ e ‘l’immagine’ che  viene richiesta dalla comunità. Diventa un vero puzzle per il Leone, così attento a stare nel ruolo di padre e professionista, magnanimo e comprensivo ma al contempo sicuro e affidabile, fronteggiare la sensibilità e la suscettibilità emotiva propria e di altri. Nella sua visione una eccessiva attenzione ai bisogni personali ed egoici risulta un atteggiamento troppo infantile e capriccioso. Esserci, dimostrare e brillare, sempre e comunque, con il rischio di apparire spesso eccessivo, il Leone dimentica sovente le richieste del proprio fisico. Dal Leone fino allo Scorpione, l’anima di gruppo ed il riconoscimento dai propri simili acquista una importanza capitale. Abbiamo qui un ottimo cittadino che riconosce i propri doveri verso la comunità e si sente pesantemente in colpa se non li rispetta. Una multa per eccesso di velocità, si paga e basta, non ci sono scuse, la legge non ammette ignoranza. Il vittimismo e l’autocommiserazione sono aboliti da questi segni e vi lascio solo immaginare che cosa significhi, per un Leone, venir meno ad un impegno sacro, preso davanti a testimoni, come, ad esempio, un matrimonio che va in crisi o una ditta che fallisce.

I segni dell’anima preferiscono ‘morire’ piuttosto che ‘perdere la faccia’ davanti al proprio popolo: la fedeltà (ai valori) è il valore supremo per i segni dell’Anima. Questo tema del ‘sentire’ eccessivamente la responsabilità civile e l’aspettarsi una qualche punizione in caso di fallimento, raggiungerà, come vedremo, il suo apice nel segno dello Scorpione.

 

Il LEONE e la Ferita Emozionale

 

Ferita da ingiustizia subita e data. Subita da una  persona o  genitore dello stesso sesso. L’ingiustizia può riguardare ambiti di natura sociale ed essere collegata ad eventi (perdita di una persona cara o di un posto di lavoro prestigioso)  o da situazioni relazionali ( rottura di un amore, separazione o divorzio) che non si è capaci di accettare, l’individuo vive la situazione come una “lesa maestà” e reagisce con rabbia e durezza verso se stesso e gli altri. La sua necessità di identificazione e di fiducia verso l’autorità, o l’oggetto amato, è stata bloccata da un evento inaspettato che spinge a  reagire con rabbia e durezza.

Maschera del genitore, e cittadino, rigido che ritiene che l’autorità sociale e la giustizia non esistano, caricando su se stesso/a la responsabilità delle scelte quotidiane per la propria vita e per quelle degli altri, con un atteggiamento del tipo “..se non lo faccio io chi lo fa?. E’ presente una forte paura di essere definito senza cuore ed eccessivamente autoritario. L’idea che si è formata nel soggetto è che non esista nessun ordine e giustizia sia nel nucleo matrimoniale sia in quello più ampio dello stato, da ciò l’amarezza e lo sconforto. Caricando su di sé le decisioni del quotidiano, risultano evidenti grandi capacita di guida e comando.

 

 Fabrizio A. Mariotti